DISCUTERE SENZA ARRABBIARSI

Vi è mai capitato di arrabbiarvi per poco? In genere sentite il nervoso che vi assale, nel migliore dei casi siete contrariati, ma generalmente questo nervoso si trasforma in rabbia.

Questa situazione può capitare con il partner, a cena, con i parenti o sul lavoro. Indipendentemente dal contesto, il risultato è sempre lo stesso, arriviamo ad arrabbiarci.

Quando riflettiamo a mente fredda sulla situazione, ci rendiamo conto che non era nemmeno così importante; perché arrabbiarsi tanto da perdere il controllo, magari insultare l’interlocutore.

Questo succede perché viene messo in risalto il contrasto tra ciò che accade e ciò che pensiamo debba capitare.

Noi anticipiamo, ci facciamo delle aspettative e di come questa realtà debba essere, e quando la differenza tra realtà effettiva e attesa o desiderata supera il confine, ci invade la frustrazione e sopraggiunge addirittura la rabbia.

Percepire qualcosa che non corrisponde a quanto ci attendiamo o desideriamo. E così che ci sentiamo contrariati, arrabbiati, e magari pensiamo: perché proprio a me?

A questo punto tendiamo ad adottare uno stile difensivo, indossiamo la nostra armatura e ci apprestiamo a combattere contro l’altro. Non ci accontentiamo, desideriamo che la nostra opinione prevalga. Insomma, desideriamo sconfiggere l’altro.

È qui che sbagliamo, perché la discussione o la controversia è un’occasione per scambiarsi le idee, ascoltare i diversi punti di vista e arricchire la nostra prospettiva. Un argomento di confronto non deve trasformarsi in un campo di battaglia ma piuttosto di un scambio di informazioni, pensieri, opinioni nel quale ognuno apporta le proprie esperienze e riflessioni.

Comunicare con l’altro è uno scambio di pensieri, è una espressione di nostri punti di vista senza attaccare l’altro e senza il tentativo di convincere l’altro di cambiare opinione a tutti i costi. La nostra mente analizza la situazione attesa, la confronta con la realtà e cerca di sistemare per vivere bene. Ma non sempre questa modalità è adeguata a garantirci una vita sana ed equilibrata.

Saper “stare” con la situazione non gradita è una abilità da imparare, saper “essere”, “stare”, senza soffocare il disagio, bisogna vivere in maniera presente, non giudicante, consapevole. Non dobbiamo cadere nell’errore di soffocare le nostre emozioni, ma bisogna guidare la nostra mente, riconoscerle e metabolizzarle.

La nostra comunicazione è sempre impregnata di emotività, con toni negativi e positivi. Non vale mai la pena di arrabbiarsi. Possiamo discutere in modo civile e rispettoso, con un tono di voce basso e senza aggredire.

Siamo capaci di regolare le nostre emozioni e la discussione mettiamo in pratica il nostro autocontrollo emotivo. Impariamo a canalizzare in modo assertivo le nostre idee rispetto agli altri.

Rispetta il tuo interlocutore e fatti rispettare, non tentare di cambiare l’altro, limitati ad esporre in maniera chiara e semplice il tuo punto di vista.

Non dovrà necessariamente esserci un vincitore ed un perdente, ma cercate di creare uno spazio nel quale scambiarsi delle idee per uscirne arricchiti.

Ascolta l’altro. Create un atteggiamento più aperto e disposto al dialogo.

Controlla l’emotività, meno movimenti con le mani e abbassa il tono di voce, in questo modo l’interlocutore non si sentirà minacciato.

Apri la mente ai punti di vista diversi. Respira profondamente, trattieniti e chiediti se la discussione si sta sviluppando correttamente, e rinviarla o terminarla.

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