CYBERBULLISMO: come agire …

socialPer  proteggere i nostri figli bisogna instaurare con i vostri figli una comunicazione improntata alla fiducia, interessandovi all’utilizzo dei media.

 

Fatevi spiegare in che cosa consiste e quali sono le loro paure. Voi, genitori, vi dovete far mostrare i post in Internet dei vostri figli. Concordate con vostro figlio in anticipo per l’uso dei media digitali, ma considerate che crescerà, vostro figlio e vorrà decidere da solo cosa mostrarvi. Accettate e accordate con il tempo, più libertà a vostro figlio. Ma allo stesso tempo osservate e restate a sua disposizione se ha bisogno di voi.

 

Magari provate a ricercare il proprio nome su Internet, o quello  di vostro figlio, quindi fare del «egosurfing», si potrebbero ottenere informazioni sul proprio nome e sulle immagini pubblicate.

 

Fondamentale è parlare con i vostri figli. Integrate quello che voi sapete ai ciò che già sanno, o cercate insieme informazioni. Discutete. Fate riflettere vostro figlio su cosa farebbe se qualcuno lo vessasse su Internet o tramite il cellulare.

 

Gli alunni trovano più spesso il coraggio di segnalare un problema, nelle scuole che assumono un atteggiamento chiaro. È importante che gli alunni sappiano a chi rivolgersi in caso di cybermobbing, e che le scuole prevedano delle procedure standardizzate per affrontare questi casi. Questo costituisce inoltre un valido sostegno anche per gli insegnanti.

 

L’approccio dell’intervento si basa sulla prevenzione della violenza negli asili e nelle scuole, che ha dato buoni esiti. Gli insegnanti vengono istruiti su come affrontare il problema. I bambini e i giovani bersaglio di atti di cyberbullismo non devono assolutamente rispondere al bullo online, ma chiedere immediato aiuto ai propri genitori o a un altro adulto di fiducia.

 

Gli adulti devono ascoltare attentamente e mantenere la calma. L’autore delle vessazioni deve essere bloccato e segnalato al network sociale o al forum. Si consiglia di salvare sul computer il materiale che può fungere da prova (con  screenshot, conversazioni in chat e immagini) e solo dopo, se possibile, cancellare tutti i contenuti in rete.

 

Se sono coinvolti compagni di scuola, i genitori dovrebbero rivolgersi all’insegnante o all’assistente sociale scolastico. Insieme agli insegnanti, alla direzione, al Servizio psicologico o all’assistente sociale della scuola possono valutare se sporgere denuncia presso la polizia.

 

Non rimproverate o colpevolizzate vostro figlio, ma aiutatelo, sostenetelo,  proteggetelo, trasmette sicurezza. Parlate con loro e fatevi dire cos’è successo? Chi è coinvolto? Quale ruolo è stato assunto da vostro figlio? E siate pazienti, le vittime hanno bisogno di tempo e tranquillità per raccontare quello che è successo.

 

Ciò che è vietato nella vita reale, lo è anche nel mondo digitale.

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