MESSAGGI POSITIVI PER I NOSTRI FIGLI

insieme Ci sono dei messaggi fondamentali che un genitore deve dare ai figli per poterli crescere bene e psicologicamente sani….. qui troverete cosa è giusto dire e fare con dei bambini.

Ci sono cose molto importanti da dire ai propri figli quando si passa del tempo con loro si deve specificare che stare insieme, è molto bello. Divertirsi in loro compagnia è fondamentale, è sentirsi bene: “Mi piace giocare con te” – “Adoro stare con te” –  “Con te mi diverto un sacco” …

Ci sono delle situazioni dove dovete andare via per lavoro, per fare la spesa, o altri motivi e è giusto, ma al ritorno è bello dirlo: “Mi sei mancato!”. Bisogna ribadire che si sente la sua mancanza, perché i bambini possono capire che si può sentire la mancanza ma non soffrirne così tanto. Saprà anche che ogni momento della vostra giornata da genitori, anche se siete via, lontani da loro, voi li pensate.

Se ne può parlare, è normale sentire questo sentimento, questa emozione, anche perché si ritorna tra le loro braccia.

Essere genitori è un compito molto difficile, bisogna stare in allerta sempre, ogni istante, perché ci sono dei momenti che i bambini hanno bisogno di un sostegno, di un aiuto per comprendere una situazione per loro difficile.

A volte ci sono problemi infantili che i genitori inconsapevolmente trascurano e sottovalutano. Invece bisogna fa sentire la nostra presenza ai nostri figli: “ti capisco” – “So come ti senti”. Questo permette di aprire la comunicazione con loro e insegnargli che bisogna raccontare cosa provano e sentono.

Quindi è di fondamentale importanza parlare, rassicurare, ascoltare, ma non aspettate MAI, fatelo subito, non perdete il momento potrebbe essere l’unica opportunità.

Bisogna insegnare ai propri figli di pensare positivo, ad avere fiducia nelle proprie forze, nelle proprie abilità, anche perché c’è sempre l’appoggio dei genitori. Bisogna dire “E’ possibile” – “sei capace” –  “so che ci riuscirai” – “vedrai che andrà bene” – “non preoccuparti, provaci!!”.

Mai dire sei piccolo per provare, perché poi tendono a smettere di farlo, si arrendono subito. Non dobbiamo privare i bambini di farsi i propri sogni, quindi sosteniamoli “se non riesci subito non ti scoraggiare!!” – “ci vuole allenamento” – “sbagliando di impara”.

Parlare con loro, ricordare con loro la giornata, è bello; ripercorrere le attività, i giochi fatti durante la giornata, li aiuta a memorizzare i momenti salienti e rassicuranti.

Ricordiamoci che la cosa più importante è dire “ti voglio bene”, a qualunque età, si deve ripetere fino all’ossessione, bisogna far sapere che i genitori lo amano perché è lui il loro bimbo. Che si comporti bene o male, che mangia o no, che dorma o no, che riordina o no, non fa nulla, i suoi genitori lo amano comunque.

Un’altra cosa importante è il bacio della buona notte che ha un valore significativo, è lasciare un messaggio positivo al proprio figlio: scacciare la paura, dire che la notte non fa spavento, è dare un arrivederci al giorno successivo, e sottolineare l’amore che si prova

.mamma figlio

Importante è dare e non ricevere, cerchiamo di far passare sempre i messaggi positivi ai nostri figli e ricordiamo che per esprimere i propri sentimenti non ci sono solo le parole ma anche i gesti: lo sguardo buono, abbracci, sorrisi, coccole, baci … l’amore dimostrato non basta ami.

Un momento profondo da Genitore per comprendere

Oggi, mia figlia mi ha chiesto di veder un film con lei, così ci siamo intrattenute  nella visione di un film: Inside Out che è un film di animazione, drammatico e direi di un realismo fantastico.

inside<<Nella mente di Riley, una ragazza adolescente del Minesota, vivono cinque emozioni: Gioia, la felicità alla ragazza; Disgusto, che si occupa che Riley non venga avvelenata fisicamente e socialmente; Paura, tiene lontano i pericoli; Rabbia, impedisce ingiustizie e Tristezza, una tipa un po’ strana.

 

Le cinque emozioni dirigono la mente di Riley dal Quartier Generale, tramite una consolle piena di pulsanti. Ogni volta che un’emozione agisce, nasce un ricordo, una piccola sfera dal colore dell’emozione, che viene conservata nella Memoria a lungo termine, mentre i Ricordi Base, quelli più importanti, rimangono nel Quartier Generale, perché agiscono sulla mente e sulla personalità della bambina. I cinque Ricordi Base sono tutti felici e dorati; che alimentano cinque Isole della Personalità: la Famiglia, l’Onestà, la Stupidera, l’Hockey, quindi lo sport, e l’Amicizia.

La famiglia di Riley è costretta a trasferirsi a San Francisco, a causa del lavoro del padre. Riley è molto delusa e triste nel vedere la nuova casa, e Gioia tenta di alzare il buon umore, anche se è ostacolata da Tristezza, che cerca di toccare e rendendo tristi, quindi blu, i ricordi del passato.

Gioia sembra il leader del Quartier Generale, deve cercare di tenere Tristezza lontana dalla consolle per non creare dei disastri. Nella nuova scuola, Riley si presenta alla classe e l’insegnante le chiede del Minnesota, Gioia le fa ricordare i momenti in cui giocava a hockey o quando pattinava sul lago ghiacciato. Tristezza non riesce a non toccare il ricordo gioioso e lo modifica, la ragazza inizia a piangere in classe per la nostalgia. Nasce cosi un nuovo Ricordo Base, il primo Ricordo triste. Gioia cerca di impedire che il nuovo ricordo prenda posizione insieme agli altri, mentre Tristezza cerca di fermarla, ma finiranno sbalzate fuori, lontano dal Quartier Generale, insieme a tutti i Ricordi Base.

Ricordi Base non erano più nella postazione e le Isole delle Personalità diventando grigie, inerti e si sgretolano, per poi crollare nel Baratro della Memoria. Riley rimane vittima di Rabbia, di Disgusto e di Paura che provano a impersonare Gioia, ma faticano a mantenere felice Riley, che diventa apatica e indisponente.

inside mondo

Gioia e Tristezza sono nella Memoria a Lungo Termine, un archivio labirintico di scaffali pieni di ricordi, cercando una strada per ritornare al Quartier Generale e incontrano Bing Bong, l’amico immaginario di Riley e con lui tentano di raggiungere il Treno dei Pensieri, tra mille peripezie, la situazione crolla sempre di più. Gioia si separa da Tristezza e si ritrova nel Baratro della Memoria insieme a Bing Bong.

Gioia osservando i vecchi ricordi felici, vede che quel ricordo inizia come triste e solo dopo diventa gioioso: quando la famiglia e gli amici iniziano a confortarla. Gioia comprende l’importanza di Tristezza. Gioia riesce a fuggire dal Baratro della Memoria, ma non Bing Bong che viene dimenticato.

Rabbia, tenta di aiutare Riley, con un’Idea, una lampadina: decide di fuggire di casa verso il Minnesota e così crolla l’ultima Isola della Personalità, la Famiglia, e la consolle si spegne, rendendo Riley del tutto priva di emotività.

Il ritorno di Gioia e Tristezza permette di salvare la situazione perché Gioia lascia a Tristezza i comandi che riesce a rimuovere l’Idea di Riley, torna a casa dai suoi genitori e Tristezza rende blu tutti i Ricordi Base per indurre la ragazza a piangere e esprimere tutte le ansie e le preoccupazioni che l’hanno afflitta. I genitori confortano Riley, permettendo la nascita di un nuovo Ricordo Base, in parte dorato e in parte blu, e  ricostruisce l’Isola della Famiglia.

Un anno più tardi, Riley si è adattata alla nuova situazione, e tutte le emozioni lavorano assieme per aiutarla a condurre una vita contenuta, ma emotivamente complessa, con un pannello di controllo esteso e nuove Isole della Personalità generato dai nuovi Ricordi Base con emozioni miste, più evolute.>>

In questo film non manca nulla, rappresenta realmente la vita quotidiana di molte ragazze d’oggi. Esplora un mondo che tutti conosciamo, ma che nessuno ha mai visto: la mente umana, le sue emozioni, le sue interazioni e a volte anche la crisi. Questo film è straordinario, illustra il funzionamento degli elementi e strutture psichiche in un modo così semplice e bello. E’ un tracciato di vita reale, che aiuta a conoscere, a rappresentare  e ad esprimere la parte interna e oscura del vissuto di adolescenti che affrontano un momento di difficoltà, di crisi, di incomprensioni.

Ciascun azione, personaggio, emozione del film è stato creato attraverso consulti con psicologi e realizzato con uno specifico aspetto. Gioia ha le sembianze di una stella, Tristezza una lacrima, Rabbia è un mattone, Paura un nervo e Disgusto un broccolo. La madre ha un carattere molto gentile, affettuosa, sebbene commetta l’errore di non accorgersi del disagio di Riley. Il padre come molti dei giorni d’oggi, anche se vuole molto bene alla figlia, non si accorge del suo disagio, e reagisce collericamente o in modo inadeguato.

La società di oggi sembra vivere in base allo slogan “bisogna essere ottimisti, felici, fiduciosi e tutto procederà per il meglio!” e non è di per sé negativa ma, psicologicamente, errata. Il film sembra basarsi al benessere psichico, all’ottimismo, con Gioia che si impone come protagonista, inibendo tutte le altre emozioni, soprattutto l’apatica e simpatica Tristezza. Gioia è come se fosse un IO “ausiliario”, è un leader, e senza di lei gli altri personaggi si sentono perduti, Qui nasce la trama del film che rappresenta queste emozioni e la loro complessità e le loro mescolanze: le fantasie infantili, l’amico immaginario, i ricordi perduti, il treno dei pensieri, la zona creativa, i clown, la “fabbrica dei sogni”…

Questi ricordi alimentano aspetti diversi della personalità, le isole della personalità che hanno una funzione psicologica, di “pilastri”, di strutture forti che guidano le nostre esperienze presenti e future. Ad esempio, se mi trovo in una situazione nuova, con la fatica di ricostruire nuove amicizie posso fare appello a queste isole per orientarmi in questa nuova situazione. Se queste isole della personalità, vanno in “tilt”, la situazione precipita e le certezze, i pilastri, cominciano a frantumarsi fino a distruggersi del tutto, producendo il blocco totale delle emozioni. La protagonista non riesce a trovare nemmeno un sostegno efficace in nessuno dei suoi pilastri forse troppo presi dai propri problemi.

Tristezza cerca di far di tutto per poter essere vista e considerata anche lei, mentre veniva da Gioia relegata ai margini dell’azione e vista soltanto come una guastafeste. In realtà se osserviamo da lontano quello che accade a Riley è normale che Tristezza, fino a quel momento poco presente nella sua bella vita, inizi a farsi spazio. Questo perché fino ai 10 – 11 anni, normalmente, le emozioni prevalenti sono di carattere positivo.  La tristezza finisce per essere “Attivatore di crescita“, quanto sia importante la tristezza per la nostra comprensione di chi siamo.

È un film che fotografa cosa accade quando si ha a che fare con esperienze di abbandono e perdita, sia inteso nei confronti delle vecchie amicizie che della propria infanzia, emerge l’importanza di tutte le emozioni, soprattutto a quelle che solitamente le persone definiscono “negative” e che nella maggior parte delle situazioni tendono a non voler vedere, a combattere o semplicemente ad evitare tout court. Ogni emozione ha una sua funzione. Bisogna abbracciare e vivere ogni emozione, accogliendo quello che c’è, bello o brutto che sia, solamente così possiamo aprirci alla vera comprensione della nostra esistenza.

Un atto psico-educativo che aiuta bambini e genitori a comprendere come le emozioni guidano ogni giorno le nostre azioni, e a conoscere meglio i propri stati d’animo.

palle indiseNaturalmente, Inside Out  è un cartone capace di parlare

a persone di tutte le età e culture

circa la relazione con le nostre emozioni

e come  possano guidare le nostre azioni nella quotidianità.

Non può avere la pretesa di essere un manuale di psicologia.

Il film può far capire a molti genitori il mondo interno dei propri figli.

Guardatelo!!!!!

Come imparare ad amarsi di più e a credere davvero nelle proprie capacità

autost

LA PRIMA REGOLA: Non frequentare chi ti fa sentire a disagio

LA SECONDA REGOLA: Smetti di cercare di dare un senso a comportamenti insensati.

LA TERZA REGOLA: Non frequentare persone più disfunzionali di te

LA QUARTA REGOLA: Fidati del tuo corpo ogni giorno.

LA QUINTA REGOLA: Hai il diritto di dire di no, di cambiare opinione e di esprimere i tuoi veri sentimenti in qualunque occasione.

LA SESTA REGOLA: Ciò che non è giusto per te non è giusto per gli altri.

LA SETTIMA REGOLA: Non dare più di quanto puoi.

L’OTTAVA REGOLA: Ciò che gli altri pensano di te non ha alcuna importanza.

LA NONA REGOLA: La festa è dove sei tu.

LA DECIMA REGOLA: Apprezza e festeggia ogni giorno della tua vita

 super autostima

M’impegno a trattare me stessa in modo giusto,

rifiutando di essere martire o vittima.

Farò del mio meglio per procedere con fiducia ed autostima.

Io  scelgo d’amare me stesso.

 

La strada per i nostri figli

I genitori al giorno d’oggi cercano di aiutare in tutti i modi i propri figli: davanti alle difficoltà ripuliscono, intervengono, sistemano la situazione per non ledere al proprio figlio ma tutto ciò giusto???images (1)

Ci sono genitori che hanno un’ansia molto forte, addirittura frenetica, che rifiutano il fatto che i propri figli debbano subire punizioni, castighi e frustrazioni, né tanto meno arrivare per secondi.

Abbiamo in crescita un aumento dei bambini iper-protetti, incapaci di affrontare il fallimento.

Al giorno d’oggi  ci sono genitori  che insegnano agli insegnanti e  ai presidi come devono fare con i propri figli. Giustificano, mentono per proteggere i propri figli e chiedono di aiutare  i propri figli a sostenere le difficoltà ed a dare l’ennesima possibilità. Va di moda la tendenza a prevenire ed a evitare qualsiasi difficoltà per i propri figli

Tutto ciò perché i genitori sono impreparati ad affrontare  gli insuccessi.

Non sanno come fare, come reagire e non sanno come dare le strategie per affrontare, per superare questo momento o questa situazione. Non creiamo un problema a nostro figlio perché altrimenti ho un problema io e non so come gestirlo. Il genitore del giorno d’oggi rinuncia ad educare i propri figli semplificandogli tutte le situazioni. Ma tutto ciò crea un problema decisamente maggiore.

Bisogna che i genitori insegnano ai ragazzi a confrontarsi con la realtà, aiutarli nelle strade in salita, faticose e impegnative, ma non sostituirsi a loro.

 

I genitori apprensivi trasmettono ai figli una grande fragilità, le aspettative e gli stereotipi indirizzano verso un’idea negativa di competitività anziché di realizzazione di sé. Bisogna parlarci, siete dei punti di riferimento, ma lasciateli sbagliare, solo così cresceranno responsabilizzati.

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L’ansia genitoriale, di far primeggiare i figli, la ricerca del successo e l’idea che chi sbaglia sia un fallito, crea tanta infelicità tra i ragazzi e fa solo male. I genitori sono più ansiosi per il futuro e si sostituiscono ai figli, e magari alla fine nessuno è contento….

Lasciateli liberi ritiratevi progressivamente lasciando la vita di vostro figlio a lui,con tutti i  fallimenti ed errori».

MILLE DUBBI CHE MI ATTANAGLIANO: andare dallo psicologo

Farò da solo! Come potrà aiutarmi lei che non possa fare io? Come fidarsi! Ma a chi rivolgersi? Cosa penserà di me!  Mi giudicherà? Cosa farà! Diventerà un’abitudine?

Sono un po’ di domande che la gente si pone se andare o no dallo psicologo.

La sua immagine è ancora percepita negativamente proprio come una volta. Lo “strizzacervelli”, “serve solo ai matti” sono esclamazioni che fanno parte della mentalità delle persone d’oggi. Il tempo passa ma le idee sono sempre le stesse.

lettino

La psicologia è associata a Freud, a terapie che pescavano nel profondo, che durano tutta la vita, che si sdraiano sul divanetto, ma soprattutto serve solo​ per le patologie gravi … ma niente di tutto questo fa  parte della psicologia dei giorni nostri.

Gli psicologi sono degli esseri umani, provano emozioni, pensieri e sentimenti, e hanno delle debolezze e delle forze come tutte le persone, ma allo stesso tempo applicano la loro professione con  coerenza  i codici etici, perché  dedicano il proprio tempo allo studio della mente e del comportamento umano.

Lo psicologo svolgono il proprio lavoro, offrendo il proprio aiuto, sostegno e professionalità alle persone che ne hanno bisogno. Andare dallo psicologo non è come immaginavamo, bisogna provare e comprendere. Non è come si vede in tv, nei film, nelle trasmissioni, non è sempre necessario un intervento a lungo termine, nemmeno usare un lettino. Gli interventi al giorno d’oggi hanno una durata ragionevole, il percorso spesso si conclude rapidamente.

Vorrei proprio parlare con qualcuno che forse li ad ascoltarmi!

orecchie e boca

C’è ancora molta resistenza ad affrontare il problema, forse è la diffidenza e l’aspetto economico. Le complicazioni sì nascondono dentro di noi e bisogna capire la ragione per cui si sta male.

Riparare un taglio, una ferita che sanguina, la si può vedere, ma ciò che hanno certe persone è qualcosa di astratto, sono pensieri negativi, distorti che invadono la propria mente, il proprio cuore, di conseguenza il nostro comportamento.

Il dolore che si sente è talmente forte se si innescano quei meccanismi di difesa, quelle resistenze che portano la persona a rifiutare tutti gli aiuti esterni, si nascondono dietro tantissime e banalissime scuse: come il pagamento, alla mancanza di tempo, la fiducia verso una persona estranea che ti offre ascolto ed accoglienza.

Nel momento che le cose non migliorano le persone possono anche dire ecco “lo psicologo non è riuscito a risolvere il mio problema”, quindi abbiamo l’ennesima scusa per dire che non funziona la psicologia.

Ma per risolvere i problemi anche le persone devono fare la propria parte, devono essere realmente motivati e mettersi in gioco mettere, in discussione per modificare la propria fragilità, rinforzare le proprie forze, in caso contrario il nostro miglioramento non potrà avvenire.

L’intervento psicologico è un investimento di valore inestimabile per il proprio benessere presente ma soprattutto per il futuro e per tutte le persone che le circondano.

Bisogna affrontare le difficoltà, fissando degli obiettivi e lavorare sul problema!!!!