L’ORDINE

Tutti non amano stare in mezzo al disordine, sia piccoli, che i grandi perché l’ordine dell’ambiente esterno è funzionale allo sviluppo dell’ordine interiore, facilitando la concentrazione e l’apprendimento. Si deduce quindi, che in un ambiente ordinato si lavora meglio. E’ importante favorire il riordino degli ambienti dall’inizio della vita di ogni essere vivente, e rendere il riordino parte dell’attività di gioco.

Ma perché le camerette sono sempre in disordine? Perché i genitori non riescono quotidianamente a far sistemare i giochi ai bambini? 

Ci sono delle strategie che possono aiutare i bambini nello sviluppo di questa competenza.

Prima di tutto è fondamentale la predisposizione dell’ambiente. Una studiosa, Maria Montessori, sosteneva che l’adulto è il custode dell’ambiente, cioè colui che offre al bambino un ambiente invogliante, adatto al suo sviluppo, rispecchiante i suoi interessi e dove il bambino possa trovare risposte alle sue richieste di crescita. Ogni cosa deve avere uno scopo preciso.

“L’adulto deve curare l’ambiente di vita del bambino considerando che il materiale con cui il bambino lavora è il cibo della sua mente.” I criteri di allestimento della cameretta dovrebbero essere: scelgo, propongo, o adatto ciò che già c’è, perché sia utile, bello e interessante.

Spesso gli spazi sono troppo densi di materiale, questa condizione non facilita il riordino, perciò bisogna liberare lo spazio, diminuire la mole di materiale da tutto ciò che non serve, togliere dall’ambiente ciò che è rotto e rovinato, non è adeguato all’età e agli interessi dei bambini.

Bisogna disporre a vista ciò che al bambino in questo preciso momento interessa, riponendo in un armadio chiuso ciò che piace di meno, è troppo semplice o ancora troppo complesso.

Se si possiede troppe cose si potrebbe adottare delle regole:

·                per ogni cosa che si introduce, se ne toglie un’altra;

·                il materiale può ruotare, a distanza di qualche settimana, si elimina e si reinserisce;

·                si sceglie un posto preciso per ogni cosa e si dispone i giochi a vista.

Se il bambino desidera un gioco preciso deve poter trovarla solo cercandola con lo sguardo e poi saper riporla dove l’ha presa. Se il bambino deve rovesciare uno scatolone, o spostare materiale per raggiungere ciò che vuole, è facile che poi non riesca a riordinare tutta la mole di materiale rovesciata o spostata.

Ad esempio per il disegno prendo una scatola dentro la quale metto: qualche foglio, un contenitore con una decina di matite colorate, un temperino, una gomma. Così il bambino, quando disegna, può prendere la scatola, svolgere l’attività e riporre al suo posto.

 

Dare l’esempio I bambini piccoli hanno bisogno di vederci riordinare continuamente. Quando giochiamo insieme ad un bimbo di poco più di anno, mostriamogli dove il materiale deve essere riposto  prima di passare ad un’altra attività. In questo modo il bambino si abitua al riordino, riconoscendolo come fase conclusiva dell’attività.

Collaborare al riordino  è la fase successiva, intorno ai 24 mesi, il bambino può iniziare ad aiutarci a riordinare il materiale, dopo aver lavorato insieme. Questo riordino è fondamentale come un passaggio necessario per procedere alla scelta di una nuova attività.

Se lasciamo che l’ambiente si saturi di oggetti in disordine, richiedere la partecipazione al riordino diventa estremamente difficile e complesso. Se, si riordina a ogni gioco, diventa un compito più accessibile.

La camera del bambino in disordine deve farmi porre delle domande: l’ambiente che gli sto offrendo è adatto al suo grado di sviluppo? Ho trasmesso al mio bambino il perché è importante riordinare, qual è il valore del riordino? Da qui si può partire con la mia azione educativa…..

Leave a Comment