In famiglia si deve comunicare

Spesso pensiamo di non essere capiti o di non comprendere fino in fondo l’altro. Sono sensazioni che proviamo dentro e fuori le pareti domestiche, ma non dobbiamo stupirci o preoccuparci. Quindi dobbiamo imparare a mettere in atto strategie di comunicazione efficace.

I problemi di comunicazione spesso nascono da un equivoco: parlare e comunicare sono due concetti completamente differenti.  Dobbiamo entrare in empatia con chi ci ascolta. Non dimentichiamo che chi ci ascolta è diverso da noi, per cui è necessario capire il modo più valido per entrare in sintonia, abbinare capacità di persuasione ed ascolto.

Parlare è essenziale, ma come comunicare?!

Bisogna saper bilanciare “cosa dico”, ossia il contenuto del messaggio, e “come lo dico” cioè quali strumenti, oltre alle parole scelte. Dobbiamo essere sicuri di essere lineari e di usare le tecniche verbali e non verbali in modo corretto.

Se dico no, ma il tono di voce non è fermo e la postura sicura, perdo parte del potenziale di comunicazione del mio messaggio.

Come comunicare

Per aiutarvi a capirlo e lavorare su voi stessi, vi proponiamo un esercizio di storytelling, cioè un racconto scritto, anche sotto forma di appunti, di un caso accaduto o di come vi comportereste in una determinata situazione.

Munitevi di carta e penna e provate a buttare giù il racconto, immaginando l’ultima discussione.

  • Cosa avete detto?
  • Come lo avete detto?
  • Siete riusciti a trasmettere le vostre emozioni, ma anche le vostre ragioni, al bambino che vi ascolta?
  • A mente fredda, cambiereste qualcosa?

Rileggete il vostro scritto, e provate a immaginare lo stesso discorso in modo più lineare.

Una valida strategia comunicativa efficace si basa sulla disponibilità di accettare e vivere positivamente i cambiamenti, costruendo un flusso di comunicazione che sia, contemporaneamente ascendente e discendente.

Occorre creare dal primo istante una buona immagine verso le persone con cui entriamo in contatto per raggiungere il nostro scopo, facendo sentire l’interlocutore a suo agio. 

Sappiamo davvero ascoltare? Per ascoltare ci vuole innanzitutto disponibilità verso l’altro, chiunque egli sia e di qualunque problema voglia parlarci. Bisogna avere un’apertura mentale tale da comprendere, accettare e non valutare.

Spesso proviamo un irrefrenabile bisogno di rispondere o di non ascoltare o di arrabbiarci se l’argomento non è di nostro interesse o come vogliamo noi.

Regaliamo tre minuti di pura attenzione al nostro interlocutore, senza fare assolutamente nulla.

Non fingiamo attenzione, non facciamo altro o rispondiamo a monosillabi, sediamoci vicino a lui o lei e ascoltiamo davvero. Solo così metteremo davvero in pratica tutto quello che la nostra intelligenza emotiva ci suggerisce.

 

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